Partenza ben presto dopo una lauta colazione, non si sa mai.
Oggi si va ancora più a sud, fiancheggiando sempre il Nilo, arriveremo ad Aswan, passando da Edfu, Kom Ombo e l’Isola Elefantina. Durante il viaggio possiamo conoscere alcuni aspetti della vita degli egiziani. Viaggiamo sulla riva destra, la strada è costruita sul confine tra le terre coltivate e il deserto, abbiamo sulla destra un giardino verdissimo e ordinatissimo di colture di ortaggi interrotti da palmeti da datteri e bananeti, sulla sinistra l’assoluto deserto alquanto pietroso; ogni tanto si vedono miseri villaggi, le case hanno tetti di sola paglia, essendo questa una delle zone meno piovose della terra, attiguo al villaggio c'è sempre il cimitero in cui si distinguono solo poche tombe dei saggi, le altre lapidi sono dlle semplici pietre; non manca mai un posto ombreggiato con acqua sempre fresca, datteri e qualche focaccina per il ristoro dei pellegrini, dei viandanti, dei mendicanti e quindi degli stranieri, che grande civiltà.
Ogni tappa è per visitare templi, che lasciano senza fiato. Edfu, tempio tolemaico consacrato a Horus il Dio Falco o il Falco Dio, dalla inquietante storia, essa sembrerebbe identica a quella di Gesù Cristo, è solo molto più antica. Kom Ombo con le mummie dei coccodrilli e il nilometro: un pozzo circolare con una scalinata che lo percorre tutto, essendo il tempio sulla riva del Nilo il livello dell’acqua è uguale a quella del fiume, in base a questo livello e quindi alla rendita delle coltivazioni si tassava la popolazione, un fisco al quale non si poteva mentire.
Pranziamo splendidamente in uno splendido albergo di cui non ricordo il nome, ricordo solo che vi è stato girato il film tratto dal giallo di Agatha Christie "Assassinio sul Nilo".
Anche il pomerigio è ricco di emozionanti visite.
Sull’Isola Elefantina si eleva l’incomparabile tempio di Phile, smontato e rimontato per salvarlo dalle acque del lago formatosi a seguito della costruzione della diga di Aswan, questa ricostruzione è stata opera di italiani. Il tempio è consacrato a Iside di cui si possono ammirare bassorilievi fortunatamente scampati alla furia “talebana” dei cristiani, che si accanirono per cancellare ogni ricordo degli dei del glorioso passato, imponendo la croce copta che si riconosce spesso e ricavandone una basilica.
Andiamo a vedere un obelisco incompleto, ancora nella cava di granito dove è stato intagliato, è veramente impressionante per le inaspettate dimenzioni; una cosa è vederli eretti e un'altra è vederli distesi e camminarci sopra.
Alla fine un rapido salto alla monumentale diga e rientro con l'autista del bus, che già all'andata ci aveva impressionato ma ora al ritorno si supera, del resto ci siamo resi conto che guida come la maggioranza degli egiziani, se possibile, viaggiano al massimo al centro della carregiata e quando incontrano un altro mezzo lo puntano con gli abbaglianti inseriti e lo scartano solo all'ultimo istante. Sembra di essere nel film "Footloose" dove c'è una sfida simile.
La cena la facciamo al super internazionale buffet dell'albergo, ci abbuffiamo di splendida verdura e frutta cruda. Non lo si dovrebbe fare, è sconsigliato dalle norme igieniche, considerate non al nostro standard specie per l'acqua usata per il lavaggio. Non abbiamo avuto nessun problema anche perché stiamo prendendo una capsula di antibiotico ogni giorno. I problemi l'hanno avuti e gravissimi dei nostri amici forse mangiando una pizza al locale all'italiana ospitato nella piazza interna dell'albergo.
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Egitto - 11 Marzo 1989
Come al solito colazione al buffet superinternazionale dell’albergo, abbiamo preso l’abitudine di rimpinzarci in questa occasione. Abbiamo iniziato questa pratica suicida con l’intento della preservazione, non sapendo cosa ci sarebbe stato a pranzo e cena, ma poi la bontà di questa prima colazione ci ha fatti continuare malgrado fossimo rassicurati sulla commestibilità dei cibi del resto della giornata.
A bordo di una feluca attraversiamo il bucolico Nilo e ci ritroviamo sulla riva sinistra nella Città dei Morti nella valle dei Re e delle Regine, visitiamo alcune splendide tombe sotterranee, poste alla fine di tunnel lunghissimi, fra le altre quella del famosissimo Tut Ank Amon o Tutankhamon del quale abbiamo ammirato il fantasmagorico corredo funerario al Museo del Cairo. Siamo in pieno deserto e ad una latitudine notevole, fa veramente caldo, decidiamo di rifocillarci ad una bancarella, ma, sgomento, non ho in tasca neanche un centesimo, ho dimenticato i soldi in albergo, la cifra è bassa, essendo alla fine della vacanza, pensiamo che al ritorno non troveremo nulla, sbagliato, ritroveremo il malloppo in bella vista sul mio comodino. Fattici prestare qualche piastra da alcuni compagni di viaggio, ci rifocilliamo, appena in tempo per la ripartenza.
Col pullman attraversiamo dei paesini dove spiccano le case affrescate di chi ha effettuato il pellegrinaggio alla Mecca. Vediamo anche degli intagliatori di alabastro, veramente artigianali che di più non si può.
In breve siamo a El Deir Bahari, tempio funebre della Regina Hatshepsut, è posto ai piedi di una collina, l’insieme è splendidamente scenografico ed ha un che di extraterrestre nella sua modernità, somiglia alla stazione Termini di Nervi. Questa sensazione di extraterreità non è la prima volta che la proviamo. Il tempio conserva ancora delle rarissime pitture murarie ed ha delle colonne particolari, hanno i capitelli che rappresentano teste femminili con una particolare acconciatura della capigliatura che le fa apparire come se avessero le orecchie pendenti delle vacche africane.
Ritorniamo in albergo per il solito pranzo al gran buffet internazionale.
Dopo un riposino nella ombrosa veranda della nostra suite ci aspetta l'ultima fatica di questa fantastica settimana, la visita a templi di Luxor e Karnak, veramente si può parlare di un complesso di templi, quasi senza soluzione di continuità. E' una selva di colonne dalle forme più diverse, di statue di faraoni con mogli e figli e obelischi che fanno a gara d'altezza. Una sensazione di immensità accompagna tutta la visita, non si può neanche immaginare come se ne rimmarrebbe impressionati se tutti questi monumenti fossero ancora dipinti come erano nati e se non fossero stati spogliati, ad esempio da qui proviene il magnifico obelisco di Piazza San Giovanni in Laterano a Roma.
Questa sola visita sarebbe bastata a giustificare l'intero viaggio. Credo che questo si possa dire di ogni singolo componente di questo viaggio, di ogni mezza giornata qui trascorsa.
Al ritorno ci aspetta una lauta cena e la triste preparazione dei bagagli per il ritorno.
A bordo di una feluca attraversiamo il bucolico Nilo e ci ritroviamo sulla riva sinistra nella Città dei Morti nella valle dei Re e delle Regine, visitiamo alcune splendide tombe sotterranee, poste alla fine di tunnel lunghissimi, fra le altre quella del famosissimo Tut Ank Amon o Tutankhamon del quale abbiamo ammirato il fantasmagorico corredo funerario al Museo del Cairo. Siamo in pieno deserto e ad una latitudine notevole, fa veramente caldo, decidiamo di rifocillarci ad una bancarella, ma, sgomento, non ho in tasca neanche un centesimo, ho dimenticato i soldi in albergo, la cifra è bassa, essendo alla fine della vacanza, pensiamo che al ritorno non troveremo nulla, sbagliato, ritroveremo il malloppo in bella vista sul mio comodino. Fattici prestare qualche piastra da alcuni compagni di viaggio, ci rifocilliamo, appena in tempo per la ripartenza.
Col pullman attraversiamo dei paesini dove spiccano le case affrescate di chi ha effettuato il pellegrinaggio alla Mecca. Vediamo anche degli intagliatori di alabastro, veramente artigianali che di più non si può.
In breve siamo a El Deir Bahari, tempio funebre della Regina Hatshepsut, è posto ai piedi di una collina, l’insieme è splendidamente scenografico ed ha un che di extraterrestre nella sua modernità, somiglia alla stazione Termini di Nervi. Questa sensazione di extraterreità non è la prima volta che la proviamo. Il tempio conserva ancora delle rarissime pitture murarie ed ha delle colonne particolari, hanno i capitelli che rappresentano teste femminili con una particolare acconciatura della capigliatura che le fa apparire come se avessero le orecchie pendenti delle vacche africane.
Ritorniamo in albergo per il solito pranzo al gran buffet internazionale.
Dopo un riposino nella ombrosa veranda della nostra suite ci aspetta l'ultima fatica di questa fantastica settimana, la visita a templi di Luxor e Karnak, veramente si può parlare di un complesso di templi, quasi senza soluzione di continuità. E' una selva di colonne dalle forme più diverse, di statue di faraoni con mogli e figli e obelischi che fanno a gara d'altezza. Una sensazione di immensità accompagna tutta la visita, non si può neanche immaginare come se ne rimmarrebbe impressionati se tutti questi monumenti fossero ancora dipinti come erano nati e se non fossero stati spogliati, ad esempio da qui proviene il magnifico obelisco di Piazza San Giovanni in Laterano a Roma.
Questa sola visita sarebbe bastata a giustificare l'intero viaggio. Credo che questo si possa dire di ogni singolo componente di questo viaggio, di ogni mezza giornata qui trascorsa.
Al ritorno ci aspetta una lauta cena e la triste preparazione dei bagagli per il ritorno.
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Egitto - 12 Marzo 1989
Solita colazione in albergo. Raggiungiamo l'aereoporto e con il volo locale MS 126 alle 9.30 raggiungiamo il Cairo, qui arriviamo alle 10.30. Veniamo portati all'Hotel Moevenpick dove ci rilassiamo in piscina in attesa del soddisfacente pranzo al buffet dell'albergo.
Nel pomerigio veniamo portati all'aereoporto per il disbrigo delle pratiche e qui ne abbiamo visto delle belle: un viaggiatore italiano ha con se una statua all'incirca della sua altezza, invero è bassino, i doganieri gliela portano via per ispezionarla malgrado le sue proteste, che data la presenza di molta polizia armata fino ai denti non sono più di tanto, all'arrivo a Roma scoprirà che è stata ridotta in tre o quattro pezzi; anche io ho trovato delle difficoltà per la mia attrezzatura fotografica, che essendo a livello professionale con macchine motorizzate, obiettivi notevoli, ecc... ecc... lascia molto perplessi i controllori che sono convinti di trovarsi di fronte a cineprese, che in quel tempo era vietato portare in Egitto; fortunatamente li abbiamo convinti smontando le macchine e facendogli vedere che una volta tolti tutti gli orpelli erano delle pure e semplici macchine fotografiche.
Finalmente alle 17.40 con il volo AZ 893 si parte per Fiumicino dove arriveremo alle 20.10.
Nel pomerigio veniamo portati all'aereoporto per il disbrigo delle pratiche e qui ne abbiamo visto delle belle: un viaggiatore italiano ha con se una statua all'incirca della sua altezza, invero è bassino, i doganieri gliela portano via per ispezionarla malgrado le sue proteste, che data la presenza di molta polizia armata fino ai denti non sono più di tanto, all'arrivo a Roma scoprirà che è stata ridotta in tre o quattro pezzi; anche io ho trovato delle difficoltà per la mia attrezzatura fotografica, che essendo a livello professionale con macchine motorizzate, obiettivi notevoli, ecc... ecc... lascia molto perplessi i controllori che sono convinti di trovarsi di fronte a cineprese, che in quel tempo era vietato portare in Egitto; fortunatamente li abbiamo convinti smontando le macchine e facendogli vedere che una volta tolti tutti gli orpelli erano delle pure e semplici macchine fotografiche.
Finalmente alle 17.40 con il volo AZ 893 si parte per Fiumicino dove arriveremo alle 20.10.
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